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La relazione d’aiuto

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La relazione d’aiuto

La relazione di aiuto avviene quando c’è un incontro tra due persone delle quali una è nelle condizioni di sofferenza, confusione, conflitto, disabilità, rispetto ad una determinata situazione o problema che si trova a dover gestire, e l’altra, invece, è dotata di competenza, abilità, rispetto a queste situazioni. Lo scopo principale è quello di restituire autonomia, dignità ed autostima alla persona.

Se fra queste due persone si riesce a stabilire effettivamente una relazione, molto probabilmente la persona in difficoltà si avvicina alla persona che offre aiuto, risponde in modo soddisfacente al proprio ambiente e alle proprie esigenze interne ed esterne.

Le Condizioni della relazione di aiuto:

  • Autenticità

L’autenticità è quella condizione nella quale l’operatore si pone verso la persona con la maggior coerenza possibile, tra quello che dice e ciò che mette in campo.

  • Positiva accoglienza

Nella relazione di aiuto è importante far percepire alla persona di essere accolta, così com’è, nella sua globalità, sena l’ombra del giudizio. L’accoglienza è essenziale perché consente l’iniziale libertà alla persona di muoversi, senza pericoli, nell’auto esplorazione, creando le premesse per ricompattare le proprie energie di auto realizzazione.

  • Empatia

L’empatia è quella capacità di mettersi nei panni dell’altro, senza perdere di vista il proprio ruolo. Vedere la realtà dal punto di vista dell’altro aiuta ad individuare i bisogni reali e a mettere a punto strategie adeguate per rispondere, nel rispetto della globalità della persona.

  • Comunicazione

La comunicazione è il perno su cui poggia la relazione interpersonale e, quindi, l’azione educativa.           Una corretta comunicazione avviene nel rispetto dell’autenticità, della positiva accoglienza, dell’empatia e nella coerenza tra ciò che viene detto e ciò che comunica il corpo come conseguenza di quanto realmente si pensa. Il comportamento, seppur mascherato con minuzia di particolari, rivela il pensiero che lo determina.                                                                                                                                                                            Una condizione necessaria per “parlare” è la capacità di ascoltare e conferire significati corretti a quello che la persona comunica mediante il comportamento e le parole: mimica, postura, tono muscolare, sguardo.

 

 

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