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Perché propongo giochi per sviluppare le abilità visuo- spaziali?

Consigli per i genitori

Perché propongo giochi per sviluppare le abilità visuo- spaziali?

Le abilità visuo- spaziali si riferiscono a quelle capacità di integrare le informazioni provenienti dallo spazio percettivo al fine di organizzare ed utilizzare il materiale proposto per svolgere un’attività. Esse sono implicate anche molte attività pratiche della vita quotidiana.

Un bambino con scarse abilità visuo- spaziali presenterà difficoltà ad organizzare e strutturare lo spazio del foglio che ha davanti, a copiare figure geometriche in modo diverso, ad organizzare il materiale che gli viene proposto. Tali difficoltà si riscontreranno anche durante l’orientamento nello spazio fisico.

Secondo le Indicazioni Nazionali, per il pieno sviluppo nell’età della scuola dell’infanzia e per affrontare positivamente l’alfabetizzazione strutturata nella scuola primaria, servono attività che preparino le potenzialità sensoriali, conoscitive, comunicative e relazionali del bambino nei diversi campi dell’esperienza per  aiutare  il consolidamento della  capacità di apprendimento.

COSA FACCIO

Parto da due principali punti di riferimento: le caratteristiche evolutive del bambino e le competenze essenziali per l’apprendimento ed il successo formativo anche  nel contesto scolastico.

Il primo traguardo è lo sviluppo delle competenze che le Indicazioni Nazionali propongono alla fine della scuola dell’infanzia: il corpo e il movimento, il linguaggio, la creatività, l’espressione, la gestualità, la musica, la conoscenza del mondo, il sé e l’altro.

L’esercizio integrato delle potenzialità sensoriali, conoscitive, comunicative, relazionali, l’attenzione alle abilità di memoria, visuo-spaziali, visivo-uditive, essenziali per la letto- scrittura, sono i criteri guida per il curriculum formativo del bambino nella scuola dell’infanzia e che orientano l’attività didattica nelle scuole, rappresentano un must a cui deve rispondere ciascuna proposta e materiale educativo per l’infanzia.

COME AGISCO

La lente psicomotoria mi aiuta principalmente ad entrare in contatto con il bambino; la psicologia, invece, mi supporta nella  stesura  degli obiettivi  da raggiungere in accordo con i genitori, protagonisti insostituibili,  a latere, del percorso del loro bambino. Un percorso personalizzato indica quale intervento sia più appropriato per il bambino, la sua intensità e per quanto tempo dovrebbe essere perseguito. Nel setting terapeutico mi avvalgo anche degli strumenti tecnologici. Essi attirano la curiosità e l’attenzione dei bambini perchè  contengono  giochi fantasiosi ed interessanti.

Le proposte avvengono in uno spazio in cui è possibile agire in libertà. Lasciamo le scarpe fuori dalla stanza, non c’è il trillo del telefono che interrompe la nostra relazione, c’è l’amica musica che spesso accompagna i passi, i silenzi, i gesti, la composizione e scomposizione di giochi, di oggetti.

L’esperienza concreta vissuta passa anche attraverso la ricostruzione e l’elaborazione delle azioni perché i bambini vivono immersi in un universo popolato di strumenti di comunicazione. Dall’interazione con essi e con i contenuti veicolati i bambini son capaci di trarre i valori e gli atteggiamenti che costituiscono la propria identità individuale e sociale.

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