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“Pillole di……esperienza”

Consigli per i genitori

“Pillole di……esperienza”

Strategie per affrontare un bambino problematico

Spessissimo, ciò che spaventa l’adulto quando deve affrontare alunni problematici sono le strategie.

Chi sono i bambini problematici? Sono quei bambini descritti come demotivati, difficili, disturbanti, disobbedienti, disimpegnati, disordinati, ecc., ecc., che rischiano di essere crocifissi perché  difficilmente sono capaci di far mutare la loro reputazione, specie se fanno parte di un contesto scolastico che non è in grado di aiutarli.

Dunque, quali possono essere i consigli?

La cosa essenziale è puntare sulla motivazione per:

  • conoscere e utilizzare strategie didattiche indirizzate alle necessità del bambino;
  • riconoscere i bisogni motivanti del bambino a cui rispondere con un’adeguata programmazione;
  • condizionare un chiaro processo formativo;
  • curare la relazione tra alunno ed adulto.

In questi bambini, che portano sulle spalle tutte le esperienze negative vissute nei propri ambienti socio- familiari, deve emergere il:

  • bisogno di sicurezza, inteso a proporre uno stile educativo non minaccioso;
  • bisogno di competenza, il bambino deve sentirsi motivato ad impegnarsi nelle attività e negli apprendimenti;
  • bisogno di successo, affinché l’alunno si senta capace e valido;
  • bisogno di autodeterminazione, al fine di  condurre il bambino a sentirsi protagonista delle proprie decisioni piuttosto che eseguire o subire le decisioni altrui;
  • bisogno di appartenenza, è la chiave della motivazione al benessere e all’impegno.

COSA NON FARE

– ricordare delle cose passate: “Ti ho già detto tante volte di non dimenticare di fare i compiti a casa”;

– dare ordini e proibizioni: “Smetti di parlare!”, “Finiscila di giocare con la matita”;

–  minacciare: “ Fa’ i compiti, altrimenti devi restare dopo la scuola”;

– appellarsi a regole del tipo: “Quando parlo io, tu devi  stare zitto”;

– squalificare: “ Così si comporta solo uno come te!”;

– rimproverare: “ Mi stai stancando col farti richiamare tante volte! Non vedi che disturbi gli altri?”;

– istruire: “Esigo che nella classe si parli soltanto uno per volta”;

– usare sarcasmo e ironia: “ Non ti è difficile parlare con il tuo compagno, eh?”;

– fare domande del tipo: “ Stai ancora parlando mentre gli altri già lavorano in silenzio”.

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