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Proposte rieducative- Disgrafia-

Consigli per i genitori

Proposte rieducative- Disgrafia-

La grafomotricità, che propongo come intervento rieducativo-riabiliativo, interessa gli aspetti del gesto manuale prolungato attraverso strumenti quali: matita, pastelli a cera, biro, pennelli. L’intervento grafomotorio si rivolge al disegno, alla copia di modelli, alla scrittura. È un intervento che si svolge in uno spazio molto ristretto, a differenza di quello globale, e i distretti del corpo interessati sono quelli dell’arto superiore: braccio e mano. Nell’intervento grafomotorio anche la postura va controllata, come lo sguardo del bambino che deve restare fisso sullo spazio ristretto: il foglio.

Nelle difficoltà grafomotorie i disturbi sono quelli legati alla rappresentazione visuo-spaziale, alle difficoltà provenienti da problemi di motilità dell’arto superiore: difficoltà di controllare sulla dissociazione dell’arto dal tronco, sull’indipendenza delle articolazioni, sulla motricità fine, sulla coordinazione occhio-mano.

 

COSA PROPONGO

L’attività terapeutica, proposta innanzitutto ai genitori, discussa e condivisa anche con il bambino, parte dalle sedute di rilassamento muscolare guidato per procedere, poi, con esercizi di percezione spaziale, di distensione motoria, dissociazione dei vari arti coinvolti nella scrittura e di motricità fine per facilitare la postura e la prensione dello strumento grafico, primi responsabili del gesto inadeguato a livello grafomotorio.

Per acquisire le coordinate dello spazio grafico e per migliorare la scioltezza e la coordinazione motoria, introduco gradualmente attività di macrografia e pittografia.

Un aspetto importante, fondamentale, è insegnare, al bambino, analiticamente i movimenti, favorendo l’attenzione e lo spirito d’osservazione, la consapevolezza e la memorizzazione, ancor prima di passare alla realizzazione pratica del gesto grafico, per poi con gradualità perfezionare la conduzione del tracciato e la precisione.

Un intervento mirato è capace di curare la corretta postura e la presa dello strumento grafico; le giuste indicazioni su come tracciare una lettera, come collegare le lettere tra loro, organizzare lo spazio grafico, per ottenere un gesto più fluido e ben controllato, potrebbero aiutare ad evitare una grafia scorretta, illeggibile, come spesso la rappresentano i genitori ed insegnanti del bambino.

 

COME ORGANIZZO L’INTERVENTO

Nelle prime fasi lo scopo è quello di creare un clima distensivo e di benessere, a favore del bambino, consentendogli di esplorare in libertà l’ambiente psicomotorio che lo accoglie e di sperimentare il materiale a sua disposizione.

Il mio supporto è accompagnato dallo scambio, dal rifornimento e dall’osservazione.

In una fase successiva propongo attività guidate per la coordinazione oculo-manuale e motricità fine, mentre in quelle visuo-spaziali propongo attività che si riferiscono all’area della spazialità.

Dedico successivamente qualche seduta al rilassamento muscolare, per orientare il bambino alla distensione fondamentale alle attività grafiche che gli saranno presentate successivamente. Dal rilassamento statico globale passo al rilassamento parziale, chiedendo una concentrazione all’arto superiore che il bambino utilizza per scrivere.

Nelle sedute successive mi riservo un angolo della mia stanza appositamente attrezzato con un tavolino, sedia, matite di diverso spessore per facilitare la presa, fogli, pennelli. Questo è sicuramente un momento altrettanto delicato perché il bambino è sottoposto, in modo diretto, ad uno sforzo specifico per superare le sue difficoltà di scrittura.

Nel rispetto dei suoi tempi lascio sempre al bambino la quantità necessaria, proprio di tempo, affinché si abitui alla nuova situazione che sta vivendo.

Nelle sedute successive parte della mia attenzione la dedico alla rieducazione della scrittura: rieduco la postura, il gesto grafico e l’organizzazione spaziale della scrittura stessa.

 

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