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Rilevatori essenziali del linguaggio

Neuropsicomotricità

Rilevatori essenziali del linguaggio

 

 Nel rispetto delle diversità individuali alcuni rilevatori dello sviluppo del linguaggio sono essenziali perché aiutano a comprendere qual è l’andamento evolutivo e ad individuare, eventualmente, le criticità che potrebbero insorgere proprio durante lo sviluppo. Questo consente di porre attenzione al quadro ed affrontarlo con un mirato percorso.

E’ opportuno sottolineare che, per valutare il ritardo del linguaggio, ci si deve affidare ai diversi strumenti in possesso del terapeuta il quale può comprendere al meglio il funzionamento complessivo del bambino.

Cosa è importante osservare?

  • intenzionalità della comunicazione;
  • esplosione del vocabolario recettivo;
  • gesti volitivi e dichiarativi;
  • triangolazione dello sguardo;
  • gioco simbolico.

I principali fattori di rischio per lo sviluppo del linguaggio verbale:

– Assenza di lallazione (ripetizione di una stessa sillaba) tra i 5-7 mesi e i 9-10 mesi;

– Assenza di gesti a 12-14 mesi;

– Assenza di azioni con oggetti a 12 mesi;

– Assenza o scarsa presenza di gioco simbolico a 24-30 mesi;

– Vocabolario ridotto: meno di 20 parole a 18 mesi, meno di 50 parole a 24 mesi;

– Ridotta comprensione di ordini o di comunicazioni non strettamente legate al contesto a 24-30 mesi;

– Persistere di un linguaggio non comprensibile dopo i 30-36 mesi.

 

A chi rivolgere il percorso?

Al bambino

Un precoce intervento neuropsicomotorio stimola ed integra le diverse aree dello sviluppo, permette un’evoluzione armonica, oltre che essere motivante e coinvolgente.

Perché si propone un intervento neuropsicomotorio?

Spesso, in presenza di un ritardo del linguaggio, i bambini presentano uno sviluppo non adeguato dei prerequisiti del linguaggio, hanno difficoltà emotivo- relazionali, manifestati da uno scarso interesse nell’interazione con gli altri bambini; potrebbero anche presentano disregolazione emotiva, rappresentata da aggressività, oppositività, provocatorietà.

Un altro buon motivo per il quale si consiglia l’intervento neuropsicomotorio in presenza di un ritardo del linguaggio, è rappresentato dal fatto che i bambini passano da un gioco all’altro senza mantenere la giusta attenzione, cioè sono incapaci di restare fermi su un’attività ludica per molto tempo.

Ai genitori

Un parent training, un intervento di sostegno, lo si deve rivolge a coloro che sono la colonna portante della vita del bambino. Una guida anche pratica, nella gestione domestica del proprio bimbo, ha l’obiettivo di sostenerli nell’affrontare le difficoltà e nella gestione delle emozioni connessi alle possibili difficoltà provenienti dalla problematica. Il parent training, inoltre, li stimola a collaborare senza per nulla colpevolizzarli.

Potrebbe essere utile stilare una “Nota di report”, pensato su misura del bambino, insieme ai genitori con la terapeuta, su cui riportare gli obiettivi giornalieri concordati precedentemente.

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