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“Veleno”, di Pablo Trincia

Crimonologia

“Veleno”, di Pablo Trincia

Galliera, Romano, Adriana ed Igor, genitori e fratello di Dario, condannati. Federico Scotta, padre di Elisa, Nick e Stella, condannato.
Giuliano Morselli e sua moglie Monica Roda, padre e madre di Cristina, condannati.
Santo Giacco, padre di Margherita, assolto.
Lorena e Delfino Covezzi, genitori di Veronica, Pietro, Federico ed Aurora, assolti dopo 16 anni.
Don Giorgio Govoni, assolto dopo la morte. Don Giorgio Govoni morì d’infarto nello studio del suo avvocato.

Questi sono solo alcuni degli oltre 20 imputati che hanno preso parte al processo “Pedofili della Bassa Modenese”.
Ci sono stati ben 5 filoni processuali, ognuno con i suoi gradi di giudizio.

Per semplificare: il Tribunale di Modena, inizialmente, aveva identificato due reati diversi: gli abusi sessuali commessi in ambito domestico, e le violenze avvenute nei cimiteri.
In primo grado erano stati condannati tutti. Ma i destini si sono divisi quando si è passati al secondo grado.
I giudici della corte d’appello di Bologna, infatti, hanno deciso che le accuse di abusi satanici nei cimiteri non reggevano, per totale mancanza di prove, mentre gli abusi domestici erano veri, ma solo in alcuni casi e solo per alcuni imputati.
E così, c’è chi ha subito dure condanne ed è finito in carcere, per sei mesi o addirittura per 11 anni, come Federico Scotta.
Altri invece sono stati assolti da tutte le accuse, anche se qualcuno – come Lorena – ha dovuto aspettare 16 lunghi anni per sentirsi dire che era innocente.

In questo intricato processo, qualcuno definito da qualcuno un ‘colossale pasticcio giudiziario’, le condanne e le assoluzioni siano state decise su basi arbitrarie. Infatti nessuno degli adulti ha mai confessato, né accusato gli altri, e non è mai stata trovata nessuna prova che dimostrasse davvero la loro colpevolezza. Nessuna foto, nessun video, nessun testimone.
Gli unici pilastri dell’accusa sono stati sempre e solo gli stessi: le parole dei bambini, le visite mediche e le perizie psicologiche.
Il destino che però accomuna i genitori – sia condannati che assolti – è che nessuno dei loro 16 figli è mai più tornato a casa.

Qui il link al podcast online:
http://lab.gruppoespresso.it/repubblica/2017/veleno/?p=1

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